-
 
 
 
 
 
daily padanian e-newspaper since 2003 cultüra e lenguf padan, fundaa in del 2003
  Schiscia chì per registrass
- THE ULTIMATE WEB RESOURCE FOR PADANIA - News about Separatism, Independentism, Federalism, Self-Determination and Endangered Languages - Le lingue della Padania / Cosa è la Padania / La Nazione della Padania / La Padania e L\'Italia di Miglio / La Croce di San Giorgio, simbolo della Padania / La Padania: origine e uso del termine / Dichiarazione d\'indipendenza della Padania / La lingua Padanese / The Economist: diffusione delle lingue della Padania / Storia della Padania: nascita della questione con i Longobardi / Antologia delle Lingue della Padania / Bibliografia della Padania / Il concetto di Nazione e la Padania / Padania Indipendentista: Manifesto della Lega Lombarda (1982)/ Il Celtismo della Padania / Padania: le ipotesi di federalismo / Le Etnie della Padania -
::Categurij
::L'Ultim Ura
Smoke billows from the Taj Mahal Palace hotel in Mumbai, India US presses Pakistan over Mumbai US Secretary of State Condoleezza Rice says Pakistan must "co-operate fully" to bring Mumbai's attackers to justice. Oil field Oil falls on poor economic data Oil prices fall after a barrage of bad economic data heightens fears of protracted global recession and declining demand. Woman carrying water bucket after collecting water from a well amid water cuts and a cholera outbreak in Harare, Zimbabwe, 1 December 2008 Zimbabwe 'asks for cholera help' Zimbabwe's government has asked for urgent help to tackle its cholera outbreak, the World Health Organisation says.

Padan.org - Le lingue, i loro dialetti e l'identità della Padania: Padania e Federalismo

Cerca in chest argument chì:   
[ Va in Home | Seleziona un nuovo argomento ]

Comünicaa Stampa: REXISTENSA domanda l'anulamento çerimonia de posa de na lapide par G. Garibaldi in programa a Conelian sabo 23.09.2006

Padania e FederalismoMontecio M. (VI) 21.09.2006, El Comitato de Rexistensa Veneta ritien che l'inaugurasion de na targa "a ricordo del pasajo de Giuseppe Garibaldi in te la çità in t'el 1867" a Conelian (TV), sabo 23 setenbre a le ore 11.00, co tanto de banda muxical e de le imancabili "autorità çivili e relijose", la sia inaçetabile e inoportuna, in quanto lexiva de la memoria dei Veneti oltre che de la verità storega ojetiva.

Da na riletura de la storia risorjimental, scevra da le storpiadure propinà par dexine de ani da la scola de stato taliana, vien fora che la figura de Giuseppe Garibaldi la xe tut'altro che exente da onbre: bandito e rasiador, bandio par rapina e sachejo in diversi stati del sudamerica, po merçenario par varie potense foreste!

El personajo in cuestion non solo non el merita el nome de "eroe dei due mondi", ma el meritaria, al contrario, che el so nome fuse asocià a le parole "mercenariato" e "ladrocinio", do termini che evidensia el filo condutor de la so vita e de le so imprexe. L'iniziadiva de l'aministrasion xè inoportuna parché atuà in te la pì total asensa de senso critego de la storia e sensa rispeto par i mejari de soldà veneti morti in tei scontri contro i soldà savoiardi e i merçenari garibaldini par difendar la Venesia da l'invasione del 1866 (vinçendo, tra l'altro, sia par mar, a Lisa, che par tera a Custoxa)

El comitato de Rexistensa Veneta el domanda a l'Aministrasion comunal de Conelian:

- che vegna anullà la çerimonia piovega programà sabo 23 setenbre p.v., par evitar che vegna comeso on ulterior eror storego e vegna riverta na feria in te la memoria dei Veneti;
- che se invia fora on dibatito piovego, coinvolxendo la çitadinansa traverso l'organixazion de tole rotonde e convegni e invitando storeghi unanimamente riconosù come inparsiai, par analixar e conprendar la reale figura de Giuseppe Garibaldi, al de là de tuta la propaganda de l'otoçento e fasista; In t'el caxo l'Aministrasion la volese far lo steso la manifestasion el comitato de Rexistensa anunçia inixiadive paçifiche e non violente de contestasion de la çerimonia

Grasian Agujaro

Portavose Rexistensa
+39 338 620 5554
info@rexistensa.org

 

Spedij de Amministratur ul Giovedì, 21 settembre @ 16:19:49 CEST (1023 letür)
Comünicaa Stampa: INVITO - convegno per l'indipendenza: 2 aprile 2006

Padania e FederalismoAnonymous Scrif "Comunicato Stampa - Ultimamente qualche esponente Lega lo ha dimenticato, quindi questo convegno sarà una vera e propria sveglia che suonerà forte quanto sono forti i temi che verranno trattati!

tutte le informazioni sono presenti nella pagina "eventi" del sito: www.identitapadana.org

il responsabile internet
Raccagni Stefano "

 

Spedij de Amministratur ul Giovedì, 27 aprile @ 12:10:18 CEST (1027 letür)
Rasegna Stampa: Federalismo Fiscale - Il Veneto accelera sulla via della libertà

Padania e Federalismo Il Veneto accelera i tempi per il federalismo fiscale. A sorpresa le lusinghe per avviare un processo di riforma vengono nientemeno che dall’Ulivo che in consiglio regionale ha ventilato alcuni interessanti progetti di legge.
«Penso sia opportuno che tali proposte siano prese subito in considerazione da parte della Commissione speciale sul federalismo, istituita dal Consiglio regionale», ha detto Franco Mazzato, capogruppo regionale del Carroccio. Il calendario delle prossime sedute della Commissione Affari istituzionali illustrato ieri da Raffaele Grazie potrebbe contenere una data storica: la seduta del 9 maggio vede all’ordine del giorno due iniziative legislative in materia di federalismo fiscale presentate dal centrosinistra con il conseguente disegno di legge della Giunta. Secondo Manzato, spetta alla Commissione speciale, presieduta dal collega di partito Roberto Ciambetti, occuparsi per prima di tali iniziative legislative. La Commissione è stata creata “ad hoc” per studiare ed approfondire le tematiche della devolution e del federalismo fiscale. «Dato che a Roma vedrà presto la luce un governo di centrosinistra - conclude Manzato - penso sia quantomai necessario dare priorità a questi progetti di legge avanzati dall’Ulivo: in questo modo daremo la possibilità all’Ulivo nazionale, nei suoi primi cento giorni di governo, di approvare le proposte federaliste avanzate dall’Ulivo veneto».

Intanto è polemica sui tagli alla sanità. Difficile per la sinistra mantenere un atteggiamento coerente, ed ecco che parte il fuoco di fila: «L'assessore leghista Flavio Tosi realizza il federalismo alla rovescia, facendo l’esecutore fedele degli ordini di Berlusconi, mentre il suo collega centrista Antonio De Poli fa il Follini di campagna che si accomoda su due sedie, essendo complice reale del malgoverno di Galan e sostenitore fittizio della battaglia dei sindacati», ha malignato Franco Frigo, capogruppo della Margherita in Consiglio regionale veneto.

Funt: http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=58083,1,1

 

Spedij de Amministratur ul Sabato, 22 aprile @ 02:23:06 CEST (868 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 0)
Tragicomic: Agazio Loiero: "La devolution peggio della mafia"

Padania e Federalismo“L'ulteriore passo avanti alla Camera della riforma costituzionale che contiene la devolution è vissuto come un giorno sciagurato per il Paese, il Mezzogiorno e, in particolare, per la Calabria. E' la vittoria degli antitaliani”. Per il presidente della regionale Agazio Loiero, già uomo di Nicola Mancino coinvolto a suo tempo insieme a lui nei meandri del Sisdegate, il fenomeno che merita l’iperbole di cui sopra non è la mafia o la ‘ndrangheta che in questi giorni ha sconvolto la regione da lui guidata con una giunta di centro sinistra.
No.
Loiero sta parlando della “devolution”, una riforma costituzionale che sta per essere approvata a maggioranza dopo tre letture parlamentari. Evidentemente anche gli scozzesi, gli svizzeri, i bavaresi, i baschi e i catalani, sempre per Loiero, hanno già patito le stesse pene del Sud d’Italia. Per Loiero oggi “muore dunque un modello di convivenza degli italiani e muore nei fatti la stessa unità del nostro Paese.”

Autur: Dimitri Buffa - Funt: http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=238&id=4793&aa=2005

 

Spedij de Amministratur ul Venerdì, 21 ottobre @ 18:42:27 CEST (749 letür)
(cumenti? | Tragicomic | Voto: 3)
Rasegna Stampa: Federalismo: Come cambia la Costituzione, 57 articoli

Padania e FederalismoDEVOLUTION
Le Regioni avranno potere legislativo esclusivo in materia di assistenza e organizzazione sanitaria, polizia amministrativa, organizzazione scolastica, gestione degli istituti e definizione dei programmi formativi e di studio. Una Clausola di Interesse Nazionale consente al governo di bloccare una legge regionale se ritenuta contraria all’interesse nazionale. Se la Regione rifiuta l’invito del Governo a cancellare la legge, l’esecutivo sottopone la questione al parlamento in seduta comune che avrà 15 giorni a disposizione per annullarla.

PARLAMENTO
E’ composto dalla Camera dei Deputati, che resta in carica 5 anni, e dal Senato Federale. Diminuisce il numero dei parlamentari: da 630 a 500 alla Camera, da 315 a 252 al Senato. Si abbassa anche il limite d’età per l’accesso al parlamento: da 25 a 21 anni per i deputati, da 40 a 25 per i senatori. Questi ultimi sono eletti nelle regioni contestualmente ai rispettivi consigli e restano in carico fino alla proclamazione dei nuovi senatori scelti dalla stessa regione. Ogni regione, tranne Molise (2) e Val d’Aosta (1), devono eleggere almeno 6 senatori. Per la nomina dei presidenti di entrambe le assemblee occorrerà una maggioranza dei due terzi nei primi 3 scrutini mentre dal quarto basta la maggioranza assoluta. La guida delle commissioni spetta ad esponenti dell’opposizione. La Camera esamina leggi su materie riservate allo Stato, il Senato su materie riservate allo Stato e alle Regioni. Il Senato ha tempo 30 giorni (15 per i decreti) per proporre modifiche a un testo licenziato dalla Camera. Sulle modifiche deciderà poi, in via definitiva, la Camera. Su alcune questioni Camera e Senato legiferano alla pari.

PREMIER
In base al risultato elettorale il Capo dello Stato nomina primo ministro il candidato della coalizione vincente. Per insediarsi, il premier non dovrà più passare dalla fiducia delle camere ma da un voto sul programma. Ha potere di nominare e revocare i ministri e facoltà di sciogliere la Camera. Contro questa decisione, tuttavia, i deputati della maggioranza possono presentare una mozione di sfiducia costruttiva indicante il nome del nuovo premier (espressione della stesso schieramento), il quale avrà 5 giorni di tempo per ottenere la fiducia della Camera sul programma.

CAPO DELLO STATO
Anche per l’accesso al Quirinale cala il limite d’età: da 50 a 40 anni. Il Presidente della Repubblica viene eletto da un’assemblea composta da deputati, senatori, presidenti delle regioni e da 2 delegati per ciascun consiglio regionale. Per i primi 3 scrutini è fissata una maggioranza dei due terzi, per il quarto e il quinto dei tre quinti. Dalla sesta, invece, basta la maggioranza assoluta. Il presidente della Repubblica rappresenta la nazione ed è garante della Costituzione e dell’unità Federale della Repubblica. Può inviare messaggi alle camere, promulga le leggi, indice elezioni e ereferendum, nomina i funzionari dello Stato, i presidenti delle Authority e del Cnel, comanda le forze armate, concede la grazia, presiede il Csm e ne nomina il vicepresidente. Solo su richiesta del premier, o in caso di sfiducia, può sciogliere la Camera.

CSM E CORTE COSTITUZIONALE
Il Csm sarà eletto per i due terzi dai magistrai, per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato Federale. Quanto alla Corte Costituzionale salgono da 5 a 7 i giudici di nomina parlamentare: 4 saranno scelti dal Senato, 3 dalla Camera. Altre 4 nomine spetteranno al presidente della Repubblica e ai magistrati. Nei 3 anni successivi alla cessazione dell’incarico, i giudici costituzionali non potranno far parte del governo, del Parlamento e ricoprire incarichi di nomina governativa.

Funt: http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=49446,1,1

 

Spedij de Amministratur ul Venerdì, 21 ottobre @ 15:00:48 CEST (595 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 4)
Rasegna Stampa: Devolution-Italy - Gibelli ''Come Tony Blair nel 1997 Nessuno sfavorito dalla Devolution''

Padania e FederalismoPubblichiamo alcuni stralci del discorso pronunciato ieri alla Camera dei deputati dal capogruppo della Lega Nord Andrea Gibelli.
Con il voto alla Riforma Costituzionale facciamo entrare la "Casa delle Libertà" nella storia del Paese introducendo un cambiamento epocale realizzato dopo 60 anni di immobilismo. Il voto di oggi rappresenta le ragioni di un’alleanza politica nata 5 anni fa per cambiare un Paese prigioniero di un sistema costituzionale che, nei fatti, gli ha impedito di essere competitivo e moderno...
Presidente Berlusconi, mi rivolgo a Lei come leader della coalizione con le parole scritte più di 150 anni fa da Carlo Cattaneo: «Ogni popolo può avere molti interessi da trattare in comune con altri popoli; ma vi sono interessi che può trattare egli solo, perché egli solo li sente, perché egli solo li intende. E v’è inoltre in ogni popolo anche la coscienza del suo essere, anche la superbia del suo nome, anche la gelosia della avita sua terra. Di là il diritto federale, ossia il diritto dei popoli; il quale debba avere il suo luogo, accanto al diritto della nazione, accanto al diritto dell’umanità». Queste parole, scritte nel XIX secolo, sono per noi oggi il lume all’identità perduta dell’Europa, in contestazione a un modello di Stato continentale tecnocratico e indifferenziato, che oggi comincia a far sentire il suo peso sul senso di appartenenza dei popoli europei...

Di fronte all’omologazione delle diversità i popoli rispondono con la rivoluzione federalista, cioè tentano di preservare e mantenere intatte le proprie tradizioni, le proprie radici, le proprie identità, cioè quel senso di appartenenza che ha fatto nascere in Europa quei principi fondanti che oggi si vogliono “relativizzare”. I principi che rappresentano la cultura di riferimento dell’Europa non sono concetti astratti ma sono la traduzione delle radici, delle identità e delle tradizioni dei popoli europei. Annullare i popoli vuol dire annientare la cultura di riferimento che ha fatto dell’Europa la patria delle libertà e dei diritti e lasciare il campo ai rigurgiti comunisti e post-comunisti che considerano la tradizione e l’identità il retaggio di uno oscuro passato, per proporre nell’uguaglianza indistinta un sogno utopistico già sconfessato dalla storia.

Oggi i nemici del federalismo e della devoluzione usano termini che denigrano un processo irreversibile... È paradossale notare che i nemici del federalismo e della devoluzione continuino oggi a propagandare l’idea che con il federalismo la Lega Nord proponga la divisione del Paese. Non è un caso che in Europa l’esperienze di maggior progresso economico e sociale si sviluppino all’interno di paesi federali. Infatti, la ristrutturazione di poteri e di libertà che primariamente nei cantoni svizzeri e poi nelle comunidades autonomas spagnole, nei laender tedeschi e austriaci, nelle comunità e regioni belghe, nelle Devolution di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, stanno assumendo forme sempre più precise e motivazioni adeguate alle necessità di un mondo caratterizzato ormai, e in forma definitiva, dal pluralismo culturale e decisionale e dalla varietà rispetto all’uniformità.

Anche di devoluzione si parla a sproposito, come si fa a criticare il trasferimento di poteri e competenze dallo Stato centrale alla periferia come fa la sinistra italiana senza avere l’onestà intellettuale di vedere un modello di riferimento nella Gran Bretagna di Tony Blair, un leader laburista che proprio in questi anni sta riformando il paese dando più poteri alla Scozia e al Galles. Infatti il Regno Unito, che rimane tale al di là di tante chiacchiere nostrane, con l’approvazione dei progetti voluti dal governo nel 1997 ha imposto un’accelerazione storica che ha visto nella decentralizzazione dei poteri un modo per sviluppare democrazia diretta e autogoverno nelle comunità territoriali. Mentre la Gran Bretagna faceva scelte coraggiose diventando un faro di riforme istituzionali e sociali, noi abbiamo sonnecchiato con le riforme di Bassanini, l’inconcludenza di Romano Prodi e il suo Euro.

Evidentemente con il federalismo e la devoluzione meno potere avrà l’ultimo partito-Stato, cioè i DS, avrà meno peso quella cultura catto-comunista che vede nell’identità non un fatto sociale ma un dato rigorosamente e vergognosamente privato. Noi invece riteniamo attraverso il concetto di federalismo per devoluzione un modo per spiegare come uno stato iper-centralizzato e iper-burocratizzato, e quindi non federale, può trasformarsi gradualmente in uno stato federale. Non una riforma di facciata come quella del centrosinistra, ma una riforma che cambierà il volto del Paese.

La lezione di Carlo Cattaneo dopo più di 150 anni è ancora viva e straordinariamente attuale, ma per poterla concretizzare ha necessitato di un movimento politico che ha portato il federalismo all’interno delle discussioni parlamentari, cioè ha avuto bisogno della spinta che negli ultimi trent’anni la Lega Nord ha tradotto in nome di questi ideali e un “patto politico” per un “idem sentire” con chi voleva abbracciare questo progetto... La Lega ha una parola sola, non ammette tentennamenti ma sa riconoscere chi rispetta gli accordi e se, ci fosse ancora nel centrodestra qualcuno che avesse un dubbio sulla necessità storica di un cambiamento come questo nessuna delle parole che potrei aggiungere a queste possono valere quanto le seguenti: «Qui ho sentito linguaggi diversi dal nostro, eppure quelle lingue non ci erano straniere perché parlavano del più grande bisogno dell’uomo, quello della libertà, quello del diritto a potersi riconoscere nella propria gente, quello del dovere di partecipare alla storia degli altri popoli, non come distruzione, non come sopraffazione, ma, come collaborazione e solidarietà»...

Non quindi l’Europa dei finanzieri ma anche l’Europa della piccola e media industria e dell’artigianato, convinti come siamo che la vita la devono fare gli uomini. Noi non abbiamo paura di dire quello che pensiamo, perché siamo forti della forza dell’onestà, dell’obbiettività, della fratellanza». Queste parole sono state stampate, volantinate, pagate dal popolo di Pontida. Se ho iniziato il mio intervento con le parole di Carlo Cattaneo, non posso che concluderlo con chi le ha pronunciate il 9 dicembre 1989, cioè Umberto Bossi.

Funt: http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=49454,1,1

 

Spedij de Amministratur ul Venerdì, 21 ottobre @ 14:57:13 CEST (641 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 5)
Rasegna Stampa: Italy-Devolution - Calderoli: ''Passaggio storico''

Padania e Federalismo «È un passaggio storico per la Lega, per la Cdl, e soprattutto per il Paese».
Il ministro per le Riforme Costituzionali e la Devoluzione, Roberto Calderoli, sottolinea il momento con un aggettivo. E storico il momento lo è veramente, visto che mai era stata presa in considerazione, se non a livello puramente teorico, una riforma di queste proporzioni, che cambia l'Italia dalle radici. Una soddisfazione resa maggiore anche dalla constatazione che «la Lega è riuscita a far diventare tutti federalisti».

Ministro Calderoli, non le sembra esagerato definire storica questa giornata?
«Bisogna sempre avere i piedi per terra, ma sottolineo che mai nessuna legge di queste proporzioni era arrivata a superare tre passaggi parlamentari. Comunque siamo consapevoli che ne manca ancora uno».

Molti l'hanno definita la più grande riforma costituzionale del dopoguerra
«Senza dubbio, le bicamerali hanno fatto degli esercizi teorici, ma non hanno mai portato nulla in aula».

I parlamentari della Lega hanno mostrato due striscioni con la scritta “grazie Bossi”. Un riconoscimento al padre del moderno federalismo?
«Era una cosa dovuta. È chiaro che non solo adesso, ma anche nei passaggi precedenti, il grande assente era lui. Tutti pensano a Bossi quando si parla di riforma costituzionale. Credo, ne ho parlato con lui ieri sera (mercoledì per chi legge, ndr), che al quarto passaggio sarà presente al Senato».

Oggi (ieri, ndr) lo ha sentito ancora, insieme a Berlusconi?
«Prima l'ho chiamato io e gli ho detto della votazione. Dopo lo abbiamo chiamato con Berlusconi, con Tremonti e con Brancher che volevano vivere con lui questo momento».

Bossi era contento?
«Molto, stava seguendo tutto in diretta telefonica e alla radio. Ha sentito tutte le dichiarazioni di voto, ha seguito con attenzione fino al voto finale. Bossi è molto attento, sono dei passaggi che rappresentano veramente una rivoluzione del Paese che era nato sulla base di una guerra e di una sconfitta e aveva avuto un'impostazione legata al momento storico. Oggi c'è la necessità di cambiare un Paese che, diversamente, non potrebbe andare avanti. Non c'è alternativa».

Nella Cdl hanno votato tutti favorevolmente, a parte due astensioni.
«Erano quelle preventivate, Follini e Tabacci. Nel caso di Tabacci è un segnale di coerenza. Lui è sempre stato un sostenitore di questa posizione. Un no al premierato mentre il federalismo lo avrebbe anche votato. Meno credibile la pozione di Follini che si era personalmente impegnato, quando era segretario, a migliorare il testo. Oggi con l'astensione dimostra una mancanza di coerenza con quanto detto in passato. Lui, come segretario, aveva dato disposizione di votare sì. Appare incredibile che quando è libero di pensare solo per sé stesso si astenga: o sbagliava prima o sbaglia adesso».

Lei è quindi soddisfatto della compattezza della Cdl?
«Certo, abbiamo superato due prove non indifferenti, tra la riforma costituzionale e la legge elettorale. È evidente che queste votazioni dimostrano una coesione della maggioranza e una Cdl che torna a credere alla vittoria. I risultati sono in funzione di ciò che si fa. Ognuno di questi passaggi ha fatto aumentare il nostro consenso nei sondaggi e ha provocato un'inversione del trend, che era in discesa. È chiaro che facendo le cose la gente ti premia».

Ma è solo una questione d'immagine oppure il Paese sta capendo i contenuti della devoluzione?
«La gente sta capendo . Le posizioni prese in campagna elettorale sono state frutto di un atteggiamento di difesa. Molti parlamentari avevano vissuto questo provvedimento come una riforma imposta dalla Lega, come un prezzo da pagare. Con il tempo, e dopo l'incontro di Reggio Calabria, hanno potuto capire che non era così. Prima ascoltavano solo ciò che veniva detto dalla sinistra ed erano spaventatissimi, poi quando hanno potuto verificare di persona i contenuti sono diventati addirittura dei sostenitori. Questo è un passaggio fondamentale, non solo e non tanto per le votazioni in aula, ma perché noi andremo a referendum su questa legge. Se avremo dietro dei parlamentari convinti di quello che abbiamo votato, riusciremo a convincere anche i cittadini».

Non è la sinistra che sventola la bandiera del referendum?
«Siamo noi che lo proponiamo, per me è un'opportunità per potere avere il tempo e gli spazi necessari per far conoscere i contenuti della riforma. Ad oggi sono circolati solo gli slogan della sinistra che non trovano riscontro nel testo e un atteggiamento difensivo della Cdl. D'ora in poi troveremo la possibilità di sbugiardare la sinistra sui contenuti e avremo una destra che si fa portavoce di questa riforma».

Intanto Prodi ha definito un baratro la devoluzione
«Prodi parla come i bigliettini dei Baci Perugina, con frasi fatte senza conoscere la riforma. Esattamente come l'articolo di Magris sul Corriere, che è la dimostrazione di come si possa criticare e contestare un testo senza conoscerlo».

Ma perché la sinistra attacca soprattutto la devoluzione?
«È lo strumento che loro utilizzano per contrapporre Nord e Sud del Paese, un sistema che useranno in campagna elettorale. Invece è proprio la devoluzione che crea i presupposti per un accordo tra Nord e Sud del Paese. La sinistra non pensa mai di risolvere i problemi del Paese, pensa solo ad avere dei tornaconti elettorali lasciando immutati i bisogni della gente, in modo da avere sempre in mano il potere».

Dopo la convention di Reggio Calabria, avete in mente altre iniziative per spiegare la Riforma ai cittadini?
«Abbiamo tutto pronto e il materiale verrà distribuito quando inizierà la carovana che avrà un percorso ben definito. Oggi dobbiamo stare qui in Parlamento dove si discutono leggi importanti. Presto andremo in tutti i capoluoghi regionali a tenere manifestazioni come quella di Reggio, con tutti i ministri. Poi, a livello territoriale, sarà organizzato un porta a porta. Siamo partiti dal Sud perché la sinistra paventava enormi danni per queste zone. Abbiamo dimostrato che non è così».

Sembra esserci in atto uno scontro tra riformisti veri, la Cdl, e i conservatori di sinistra. È così?
«Più che conservatori direi restauratori. Hanno modificato il titolo V mettendoci dentro un po' di federalismo con disordine e superficialità. Oggi non trovi più neanche uno che lo difenda, tutti rinnegano. Sono solo dei centralisti».

Autur: Igor Iezzi - Funt: http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=49440,1,1

 

Spedij de Amministratur ul Venerdì, 21 ottobre @ 14:48:59 CEST (529 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 0)
Rasegna Stampa: Approvata la Devolution: Alla Camera terzo via libera alla Devolution

Padania e Federalismo L'Aula della Camera ha approvato la devolution. I sì sono stati 317 e i no 234. Cinque gli astenuti. La maggioranza richiesta era di 307. «È stata un'altra importante prova della compattezza della maggioranza. Gli italiani diranno sì anche nel referendum»: lo ha detto Silvio Berlusconi lasciando la Camera dopo l'approvazione.

Si tratta del terzo voto parlamentare e la riforma, per diventare operativa, avrà bisogno di una quarta lettura del Senato (il voto è previsto verso la fine di novembre).
A Montecitorio lo scontro è stato muro contro muro fra la maggioranza e l'opposizione. Il centrodestra ha difeso la riforma:serve per modernizzare l'Italia.

L'opposizione ha criticato lo strappo costituzionale della Casa delle libertà e ha detto che andrà avanti con un referendum contro una riforma cucita per far contenta la Lega.

Funt: http://www.ecodibergamo.it/EcoOnLine/NAZIONALI/2005/10/20_Devolution.shtml

 

Spedij de Amministratur ul Giovedì, 20 ottobre @ 23:45:21 CEST (517 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 0)
Rasegna Stampa: Proporzionale/Legge elettorale: minoranze linguistiche a confronto

Padania e Federalismo La nuova legge elettorale riporta a galla la questione delle minoranze linguistiche. Grande interessamento del Presidente Ciampi, sia per le minoranze in Italia, sia per le minoranze italiane all'estero. Soddisfazione da entrambe le parti, con qualche riserva

Roma - L'aula della Camera ha approvato la legge elettorale. I sì sono stati 323, sei i no, sei gli astenuti. Il testo può ora passare al Senato. I deputati dell'Unione sono rimasti in aula ma non hanno votato: hanno tenuto in mano le schede per la votazione sventolandole in alto.

Dal polverone sollevato dall'evento, emerge con prepotenza la questione delle minoranze linguistiche. La nuova legge prevede la tutela di tutte le minoranze, coalizzate o meno. Nelle Regioni a statuto speciale potranno accedere al riparto dei seggi superando la soglia del 20%.

Sulla legge in generale, il Presidente della Repubblica italiano, Carlo Azeglio Ciampi ha preferito non commentare. Ma durante la sua visita in Croazia per partecipare al vertice dei capi di stato dell'Europa centrale, con riferimento alle norme legislative della Croazia, che negli anni scorsi hanno sollevato problemi riguardo alla rappresentanza della minoranza italiana nel Parlamento di Zagabria, il Presidente della Repubblica ha detto che si sono fatti grandi passi avanti e ha dichiarato che ''la presenza delle minoranze in Parlamento è uno dei fatti più importanti che predico per tutta l'Europa. A questo ci tengo''.

Il Presidente ha poi aggiunto: "Ho incontrato l' on. Radin, col quale mi vedo periodicamente. Mi ha confermato che e' sostanzialmente soddisfatto per il modo in cui e' stata risoltala questione della rappresentanza della minoranza italiana nel Parlamento croato, anche se ci sono ancora progressi da fare riguardo al riconoscimento di questa presenza''.

Furio Radin è il rappresentante della minoranza linguistica italiana al Parlamento croato. E' lui a confermare: "Siamo soddisfatti dello spazio che ci è stato concesso: dal 1992 abbiamo un seggio che ci rappresenta in Parlamento. Abbiamo poi un accordo con il premier Sanader che ci garantisce tutta una serie di diritti, riassumibili in 3 leggi: una legge costituzionale che garantisce i diritti ministeriali e due leggi relative alla lingua . La prima per l'insegnamento in lingua italiana, la seconda per l'uso ufficiale della lingua stessa".

La soddisfazione di Radin ha però qualche riserva. "Ci sono forze politiche in Croazia che spingono affinché la legge che ci tutela cada – aggiunge l'onorevole -. E' poi importante che il riconoscimento della lingua italiana non avvenga solo nella cosiddetta 'Zona B' ma venga estesa a tutto il territorio".

Ma in Croazia Ciampi ha anche sottolineato come "i Paesi che aspirano a divenire membri dell'Ue devono far corrispondere a queste loro aspirazioni scelte concrete basate su una piena e convinta adesione agli ideali di convivenza, riconciliazione e dialogo. Nel quadro dei valori europei fondati sulla democrazia e sullo stato di diritto anche la protezione delle minoranze trova la sua migliore tutela, come fattore di arricchimento reciproco e di crescita".

La dichiarazione del Presidente è un non troppo velato riferimento a due problemi che Italia e Croazia si trascinano dietro da troppo tempo: il divieto di acquisto di immobili in Croazia da parte di italiani e il rimborso degli esuli.

"Se appoggiamo – continua Radin -, ove possibile, il discorso degli esuli, c'è da dire che il problema degli immobili, come minoranza, ci tocca solo in parte. Infatti la minoranza italiana ha la doppia cittadinanza, e il divieto non la comprende. E' un problema prettamente degli italiani, ai quali, però, diamo tutta la nostra solidarietà".

E' evidente, però, come le parole di Ciampi non siano riconducibili esclusivamente alle minoranze italiane all'estero. La sorte delle minoranze linguistiche in Italia, seguendo il criterio delle 'soglie di sbarramento', sarebbe stata segnata.Nella sua recente trasferta ad Aosta, Ciampi ha colto un diffuso malcontento. Ma le minoranze etniche sono tutelate dal sesto dei dodici articoli che elencano i principi fondamentali della Costituzione: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche ".

E il Presidente non se ne è stato con le mani in mano. Il risultato finale, tutto sommato accettabile, si è raggiunto grazie a una serie di battaglie combattute a suon di emendamenti dal Gruppo Misto italiano per le minoranze linguistiche, con il favore e il benestare di Ciampi.

I rappresentanti del Gruppo Misto, quasi all'unanimità, si dicono soddisfatti. "Dobbiamo ringraziare l'interessamento del Presidente Ciampi. Il Gruppo Misto è espressione di realtà molto diversificate – afferma Ivo Collé, deputato del Gruppo Misto -, ma parlando come valdostano, tenendo conto del testo definitivo della legge, posso dirmi soddisfatto. In realtà la situazione non cambia: avremo sempre un deputato e un senatore in collegio uninominale maggioritario".

C'è però una nota stonata. "Se i 3 rappresentanti del Sudtirol sono sostanzialmente d'accordo con me – continua Collé, l'on. Detomas, rappresentante della minoranza ladina, è tuttaltro che soddisfatto. Infatti, date le piccole dimensioni della comunità che rappresenta, sarà difficile raggiungere la soglia del 20%, col pericolo di soccombere in Parlamento".

Per ottenere un degno riconoscimento, i rappresentanti delle minoranze linguistiche in Italia non hanno guardato in casa d'altri. "Le nostre proposte non si ispirano a un modello – conclude Radin -, abbiamo fatto riferimento solo alla nostra storia, alle battaglie portate avanti fino ad oggi. Con successo, pare".

Funt: http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&info=122271

 

Spedij de Amministratur ul Venerdì, 14 ottobre @ 21:26:41 CEST (395 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 0)
Rasegna Stampa: Paolo Feltrin/Globalizzazione: "L'autonomismo veneto è al crepuscolo"

Padania e Federalismo L'autonomismo è al crepuscolo e il federalismo è sorpassato dagli eventi. Le parole d'ordine che hanno segnato lo scenario politico del Nordest in quest'ultimo decennio cominciano a mostrare tutto il logorio del tempo. Scalzate dai nuovi paesaggi della storia, stanno per mostrare la debolezza della loro vecchiaia.

A dirlo è Paolo Feltrin, uno dei politologi veneti più attenti. Trevigiano, professore di Scienza dell'amministrazione all'università di Trieste, membro della Commissione per la definizione dei collegi elettorali nominata dai Presidenti di Camera e Senato, Feltrin ha inaugurato il programma di incontri 2005-2006 della Scuola di Formazione all'Impegno sociale e politico della diocesi di Venezia. Inaugurazione doppia, in effetti, visto che il centinaio di presenti hanno affollato la nuovissima sala convegni dell'altrettanto nuovo Centro pastorale Cardinal Urbani, nella restaurata villa Visinoni di Zelarino. In questo clima di novità, nuova è anche la prospettiva che - secondo Feltrin - si sta aprendo per il Veneto.

Un’unica distesa metropolitana. Il Veneto è stato la patria dell'autonomismo. Il suo policentrismo, ma soprattutto l'attaccamento al lavoro dei veneti e l'esperienza della piccola impresa - alcuni degli elementi di fondo del Nordest, che hanno fatto avvertire maggiormente il distacco e il fastidio rispetto ai luoghi centrali della politica (Roma) e dell'economia (Milano e Torino) - si stanno radicalmente trasformando. La regione dei mille campanili è un po' per volta divenuta un'unica, immensa distesa metropolitana. Almeno la fascia centrale, da Portogruaro a Verona, si salda in un'unica, brulicante distesa di centri abitati, luoghi produttivi, strade e ferrovie. Il Veneto centrale è una delle aree più densamente abitate del mondo. E la piccola impresa, dopo il boom, è ora in difficoltà, attaccata dal basso costo del lavoro asiatico e dalla fatica congenita nel produrre novità per il mercato.

Nel globale l’autonomia locale non conta. La società globale incalza, i mercati si allargano, la delocalizzazione è uno dei segnali che i confini stanno stretti. Il senso di autosufficienza economica e la voglia di autosufficienza politica cominciano a vacillare di fronte ai nuovi scenari del lavoro e del mercato. Ce n'è abbastanza - secondo Feltrin, per dire che, in Veneto, siamo al crepuscolo di una stagione: «Il policentrismo di questa regione - riassume il politologo - è finito. Nella sfida globale la dimensione locale non conta più niente. Lo stesso federalismo è ormai sorpassato dagli eventi». E tanto più quello "fondamentalista": «Non è la libera Repubbolica veneta a dare una risposta alle questioni dell'oggi. Le sfide dell'oggi rendono ridicoli i municipalismi e impongono di ragionare in termini sovramunicipali e sovralocali». Ce n'è abbastanza per ridisegnare le prospettive politiche e sociali del Veneto.

Funt: Gente Veneta , no.37 del 2005 - Autur: Giorgio Malavasi

 

Spedij de Amministratur ul Domenica, 09 ottobre @ 03:09:01 CEST (718 letür)
(cumenti? | Rasegna Stampa | Voto: 5)
Login
Surenòmm

Còdes Segrètt

Security Code: Security Code
Scrif ul codes de sicureza

Te ghe l'è l'account o no? Creell Chì!. Se te registret te pudarè duprà tücc i servizi e persunalizà i pagin.
::RESEARCH
::WORLD PRESS REVIEW
W.Sahara Independentim - Le Congrès National Africain: "Nous somme engagé à défendre notre position en faveur de votre droit à la libération"
Letture: 1016
Droits des Autochtones - Ottawa essuie un feu de critiques
Letture: 863
Les Autochtones ont aussi leur fête
Letture: 1016
Independentism - ETA, cinquante ans de guerre
Letture: 781
Autodétermination - Inviolabilité des frontières ou droit à l'autodétermination?
Letture: 844
Chechnya Asserts Its Independence By Working Within the System
Letture: 795
Armenian FM: Nagorny Karabakh is not a matter of separatism, but self-determination of the nation and the citizens
Letture: 841
Independentism - Why Britain should pay homage to Catalonia
Letture: 834
Polémica al amenazar Bossi con vías no democráticas si se rechaza el federalismo
Letture: 995
Kashmir - Loss of a syncretic theatrical form
Letture: 787
Border inviolability versus right to self-determination
Letture: 829
Sáhara.- La Asamblea de Madrid condenará el jueves la represión marroquí y pedirá un referéndum de autodeterminación
Letture: 1011
Self-determination: UN, EU envoy rejects Bosnia Serbs demand for referendum
Letture: 967
MALAYSIA: SELF DETERMINATION A HUMAN RIGHT SAYS NON ALIGNED MOVEMENT
Letture: 921
Separatism - Harper makes more concessions to Quebec
Letture: 918
[Valid RSS]