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Olgiate Molgora: la Irene Castelli "il dialetto è irrilevante", nöf episodi de razismo lenguisteg
#334 - 4--Amministratur--Olgiate Molgora: la Irene Castelli "il dialetto è irrilevante", nöf episodi de razismo lenguisteg--2004-10-13 00:21:51
#Nöf episodi de razismo lenguisteg e cultüral denunciaa del cuurdinadur de Forza Italia de Ulgiaa Molgora, Giovanni Grasso: l'asesur Irene Castelli l'ha ignuraa cume semper la pruposta de urganizaa'n curs in lengua tradiziunala del paes (chell che ghe disen "dialett").
Studiare le lingue ignorando
i dialetti significa camminare
verso il futuro scordando le
forti radici della nostra storia
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scrivüü in tuscan standard] -
Nel Consiglio Comunale di Olgiate Molgora del 28 settembre c.a. l’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura Sig.ra Irene Castelli ha fugacemente accennato a corsi di lingua. Le ha fatto eco l’assessore di minoranza Sig. Angelo Agostino Crippa che ha chiesto, e sembra non per la prima volta, che venga organizzato un corso di dialetto. La risposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura è stata: “Abbiamo altri problemi”.
Questo episodio ha avuto una importanza assolutamente irrilevante all’interno della dinamica di quella seduta consiliare, che aveva all’ordine del giorno altri temi, numerosi e impegnativi. Tuttavia l’episodio non è sfuggito all’attenzione di chi scrive perché è rivelatore di un atteggiamento culturale. Il presente articolo non intende, quindi, fare commenti a quella seduta del Consiglio Comunale, ma vuole prendere spunto da quell’episodio per fare una semplice riflessione di carattere generale.
Le lingue non sono un marginale strumento attraverso il quale una persona dice una cosa ad altre persone. Le lingue sono il condensato di una cultura. Le parole e le locuzioni che un popolo ha elaborato nei secoli, o nei millenni, sono l’espressione del suo modo di vedere le cose, di sentire la vita, di elaborare le esperienze.
In questo processo di accumulazione e decantazione non hanno un ruolo secondario i dialetti, che sono strumenti di comunicazione in molti casi più efficaci delle lingue ufficiali.
La lingua italiana è particolarmente ricca ed espressiva, tuttavia alcune parole o alcune locuzioni di alcuni dialetti non hanno un corrispondente nella lingua italiana che renda il significato in tutta la sua pienezza; ciò vuol dire che nel modo di sentire la vita e di elaborare le esperienze di quel gruppo sociale che ha elaborato quel dialetto c’è una particolarità che non è propria di tutti gli italiani ma lo è di quel gruppo. Vogliamo impegnarci a perdere questa ricchezza? In nome di che cosa?
Non sono brianzolo di origine ma vivo in Brianza da 26 anni: in questi anni ho imparato a comprendere il dialetto perché senza di ciò non avrei compreso le persone con le quali vivo ogni giorno, che spesso si esprimono principalmente in dialetto.
Non è stato un impegno gravoso, mi è venuto spontaneo data la mia passione per le lingue, dialetti compresi, passione che mi deriva dalle convinzioni che ho succintamente esposto prima.
Quando seguo in teatro una commedia in dialetto provo le stesse emozioni che provavo quando, da ragazzo, recitavo le commedie e le farse in dialetto siciliano: l’emozione di esprimere, o di sentire espressa, l’anima di un popolo.
Pensare al futuro è il compito principale degli amministratori ed è evidente che nel nostro futuro la conoscenza di diverse lingue rivestirà un`importanza primaria. Non bisogna tuttavia dimenticare che con salde radici si può affrontare un futuro che appare certo non facile; se ci tagliamo da soli le radici non potremo attribuire al “fato” le inevitabili conseguenze negative: ce le saremo costruite volutamente.
Giovanni Grasso
Coordinatore Forza Italia
del Comune di Olgiate Molgora
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