Spedij: Tue Dec 07, 2004 3:03 am Post subject: I Torinesi
Torino era a quei tempi chiamata la "piccola Parigi", per la sua eleganza discreta e raffinata.
Discreti erano pure i torinesi, gente che lavora, produce e non sa chiedere aiuto ad alcuno.
Quando iniziò l'immigrazione, Torino fu definita fredda e provinciale, ma i torinesi non sono così, il loro cuore è come quello di tutti gli altri, soltanto non si scopre, il dolore viene contenuto, senza essere per questo meno profondo.
Con le loro industrie i torinesi hanno creato lavoro per tanta gente, dando ad essa, seppure con poca espansività, asilo ed ospitalità. Furono definiti "bogianen", ma invero quando si mossero fecero delle grandi cose, dapprima cacciando i francesi dalla loro città e poi - tutti sembrano essersene dimenticati - facendo l'itaglia, sia pure con l'aiuto di lombardi, toscani, emiliani, veneti.
I torinesi e i piemontesi sono come i loro monti, che li circondano da ogni parte, fieri, forti. Sanno dare con due mani, anche se non avvolgono coloro che aiutano in un caldo abbraccio pieno di parole e sorrisi, cosa che del resto spesso non è genuina ma è soltanto un modo per farsi notare, per mettersi in mostra a poco prezzo.
Torino è stata chiamata la "regal Torino", titolo che le spetta in quanto è cinta tutt'intorno dalla splendida corona delle Alpi e dai dolci declivi della sua incantevole collina, con gemme come Superga, il Colle della Maddalena, il Monte dei Cappuccini.
Gli autentici torinesi sono oggi poche migliaia. Quando li incontro li riconosco subito, per il modo di fare discreto, distaccato e nostalgico.
Le strade e i palazzi nella vecchia Torino erano come i suoi abitanti: severi, ordinati, senza stonature. Le strade erano diritte, i viali alberati non erano adibiti a parcheggio, ma ricchi d'aiuole, con le panchine verdi ben tenute. Tutto era pulito, e i bambini potevano giocarci tranquillamente. I grandi platani, gli ippocastani erano sempre potati, i giardini curati, sarchiati, vere oasi della città. C'era pulizia dappertutto, anche nei quartieri più poveri. Quando qualcuno bagnava i fiori lasciandoli sgocciolare dalle finestre o dai balconi, oppure qualcuno batteva i tappeti fuori orario, il vigile dava la multa, oppure ammoniva, e lo stesso succedeva quando qualcuno calpestava le aiuole, o saliva in piedi sulle panchine sporcandole. Questa la città come la ricordo e come vorrei che fosse ancora.
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