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Speciaj: Proverbi Liguri - ''Chi no veu ben a-e bestie, no ne veu manco a-i cristien'' |
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Chi non vuole bene alle bestie non ne vuole neppure ai cristiani.
Questo proverbio è entrato direttamente nell'uso popolare dall'intercalare preferito di una popolarissima "zoofila" genovese: a scià Elena "di gatti", una minuscola vecchietta vestita di nero, con cappellino, veletta e petto coperto di medaglie.
Arrivava nella vecchia piazza di Portoria alle otto precise: che nevicasse, piovesse o tirasse tramontana.
Al suo seguito, disciplinatamente inquadrati, un centinaio di gatti, tutti quelli del quartiere.
La cerimonia era sempre la stessa: distribuzione del cibo e comizio.
Dopo aver disseminato la piazza dei suoi pacchetti, a scià Elena saliva i due gradini del monumento a Balilla e cominciava a parlare.
Dopo una serie di frasi più o meno sconclusionate, concludeva: "Chi no veu ben a-e bestie, no ne veu manco a-i cristien".
Funt: www.genovapress.com
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| Spedij de Amministratur ul Martedì, 03 ottobre @ 02:05:46 CEST (1251 letür) |
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Speciaj: Antologia Letteratura Insubre/Lodigiano - Pecadi e penitense ne la cità de Lod - di Bruno Pezzini |
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Speciaj: Pecadi e penitense ne la cità de Lod - A puntate, la satira di Bruno Pezzini alias “Don Pedegh” |
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"La satira, se dis, a l’é un diritu…". E allora, largo alla satira "ludesana". Che al milanese del Porta e al romanesco del Belli preferisce il dialetto di casa nostra, "che’l dà fastidi ai ambienti chich". Una tradizione che a Lodi non è mai esistita, quella della "poesia civile", di denuncia sociale o giù di lì. Ma non è mai troppo tardi. Così da un cortile di via Vanazzi spuntano le rime di Don Pedegh (letteralmente, "Don Pedante"), il goliardico "prevosto in pectore di San Mutavizio", autore dei "Pecadi e penitense – Cunfesion ne la cità de Lod".
Chi è Don Pedegh? Il mistero si risolve in fondo alla copertina, dove spunta il "sampin de Bruno Pezzini", la cui passione per il dialetto e la letteratura lodigiana non è un certo un mistero.
Portano quindi la firma di Pezzini le 175 quartine (in totale 700 versi, tutti rigorosamente endecasillabi) in dialetto, che raccontano 19 "peccati" (veniali?) e altrettante "penitenze" commessi in Lodi nell’arco del 2004.
Dalla sporcizia urbana alla trascuratezza dei giardini pubblici, dal traffico alle polveri sottili, dall’inciviltà degli automobilisti ai peccati di "cultura". C’è un compendio di piccole grandi cose che non vanno, nel pamphlet di Bruno Pezzini: inclusi i famigerati "denti di pescecane" (che tanti capitomboli hanno provocato negli ignari pedoni) e le nuove "mazze da baseball" installate in corso Umberto per impedire il passaggio alle auto.
Il libricino, stampato artigianalmente in cento copie, è già finito sulla scrivania del sindaco: "Nelle mie quartine non c’è alcun intento politico: l’amore per la propria città non è di destra né di sinistra. Il libretto era pronto per essere stampato già in primavera, ma ho preferito aspettare per evitare che fosse strumentalizzato durante la campagna elettorale per le elezioni comunali – racconta Pezzini -. Così, a elezioni concluse, mi sono presentato al sindaco Guerini e gli ho chiesto se si ritiene una persona di spirito". E di spirito Lorenzo Guerini ha dimostrato di averne qualche dose di scorta, visto che non solo il libello gli è piaciuto, ma l’ha pure distribuito ai 40 consiglieri comunali.
Bruno Pezzini
Il dialetto, Pezzini lo mastica quanto il teatro e l’informatica.
Sessantacinque anni, sposato ("con una donna pazientissima"), padre di due figlie e nonno di tre nipotini, ex-direttore centrale dell’allora Banca Popolare di Lodi (di cui ha gestito fino al ’98 marketing, risorse umane, organizzazione, studi e controllo di gestione), Bruno Pezzini è noto nel Lodigiano e non solo per l’impegno in teatro, come fondatore, attore, regista e autore della compagnia Teatro dei Giovani che ha avuto il merito, tra le altre fatiche, di portare in scena La Sposa Francesca del lodigiano De Lemene.
La passione per il dialetto ha partorito una lunga serie di opere, tra cui il Dizionario del dialetto lodigiano, ultimato nel ’98 censendo 10.500 vocaboli e 5mila modi di dire.
Oggi Pezzini lavora a un’antologia della letteratura lodigiana, da Uguccione da Lodi ad Ada Negri, mentre su incarico della Regione Lombardia sta stendendo una breve antologia dei poeti dialettali di Lodi e di Pavia.
I pecadi di don Pedegh
Tutto nasce… da un cane. Pegaso, il fido compagno di viaggio morto tre mesi fa (e Pezzini, se ci pensa, ancora si commuove): "Nei miei giri peripatetici per Lodi in compagnia di Pegaso ne vedevo di tutti i colori: sporcizia, degrado, abbandono… piccoli grandi segnali di inciviltà". Stanco della filosofia del "guarda e passa", Bruno Pezzini ha deciso di rispondere al degrado di Lodi… per le rime. "La nostra città si sta imbruttendo, e dirlo in rima è il mio modo personale di impegnarmi a fare in modo che qualcosa cambi. Non è colpa solo dei politici o degli amministratori, ma in generale di tutti i lodigiani, che dimenticano troppo spesso di vivere in un capoluogo intriso di storia, arte e cultura, e si lasciano andare". La "tirata d’orecchie" di Pezzini è bonaria, come quelle di un nonno ai nipotini (e lui appunto ne ha tre): "Vorrei solo suonare un campanello d’allarme, una sveglia: rimbocchiamoci le maniche e facciamo di meglio".
Nel frattempo, Don Pedegh ha trovato un editore: il Circolo Archinti si è mostrato interessato a pubblicare il libricino, che così potrebbe farsi spazio nelle case dei lodigiani.
Nell’attesa AgendaLodi lo pubblica a puntate: un "Pecad" alla settimana, ogni lunedì.
A partire da oggi: in allegato trovate la Presentasion e il gustosissimo Preàmbul. Con una "chicca": l’audio della Presentasion, letta dalla viva voce di Bruno Pezzini.
Lunedì prossimo toccherà al "manifesto" dell’opera, con Lod, che pecad, e Cunfesur e Cunfesion. Poi, largo ai peccati commessi all’ombra del Dom.
Don Pedegh raccomanda costanza: una quartina al giorno, dopo i pasti, aiuta a "digerire" meglio il traffico, stimola la lotta al degrado, allevia l’inciviltà e concilia il sonno dei giusti. Magari, tra un anno, la "maleducasion cuntagiusa" non sarà più una "epidemia disastrusa". E il sumari di pagina 1 indicherà solo il sommario, senza alcun parallelismo tra uomini e animali.
Funt: http://www.agendalodi.it/wmview.php?ArtID=6577
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| Spedij de Amministratur ul Mercoledì, 19 ottobre @ 02:16:20 CEST (453 letür) |
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Speciaj: Ombralonga 2005 - Foto - Treviso |
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Speciaj: Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Lombardia (4): Varese |
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Il lavoro di collezione e di revisione è stato effettuato da Antonio Verna, con la collaborazione di Camillo Arquati, Alfredo Croci e Gilberto Oneto. La raccolta e verifica dei toponimi locali è stata svolta da un numeroso gruppo di appassionati che vengono di seguito citati e ringraziati: Joseph Henriet (Aosta), Paolo Linty (Walser), Roberto Arnolfo, Michela Grosso e Raffaele Panza (Piemonte), Arturo Genre e Ettore Micol (Franco-provenzali), il periodico Ousitanio Vivo (Occitani), Pierleone Massaioli (Brigaschi), Flavio Grisolia e Carlo Stagnaro (Liguria), Andrea Mascetti e Enrico Pozzi (Varese), Celestino Pedrazzini (Como), Sergio Franceschi (Lecco), Raffaella Negri, Pietro Pizzini e Corrado Vega (Sondrio), Alfredo Croci, Pier Luigi Crola, Elena Erri e Enrico Pozzi (Milano), Alberto Rivolta (Brianza), Flavio Arensi (Lodi), Archimede Bontempi e Rosanna Ferrazza (Pavia), Daniele Belotti e Umberto Zanetti (Bergamo), Corrado Della Torre (Brescia), Alfons Benedikter e Eva Klotz (Tirolo), Istitut Cultural Ladin “Micurà de Rü” (Ladini), Ettore Beggiato, Mauro Dall’Amico, Aldo Rozzi Marin e Giuseppe Segato (Veneto), Mauro Dall’Amico e Carlo Nordera (Cimbri), Alessandro D’Osualdo e Federico Simeoni (Friuli), e Giacomo Giovannini e Alessio Vezzani (Emilia e Romagna).
Di seguito vengono riportati i nomi di tutti i Comuni (centri che sono sede comunale) della Padania, elencati in ordine alfabetico per provincia. Le province sono a loro volta elencate in ordine alfabetico per regione. La successione delle regioni è la seguente: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Sud Tirolo, Friuli, Emilia, Romagna, Altre comunità padane.
Per facilità di consultazione, sono state mantenute le suddivisioni amministrative della repubblica italiana. I Comuni padani non appartenenti alle attuali regioni settentrionali sono elencati in coda, suddivisi per province.
L’ordine alfabetico è dato sulla versione italiana del nome riportata sulla prima colonna; nella seconda colonna viene indicato il nome locale in corsivo. Ove esistano due o più comunità linguistiche o dove sussista la memoria storica di una denominazione recente in altra lingua, vengono riportate le diverse versioni toponomastiche.
In questi casi viene riportata per prima quella riferita alla lingua “principale” dell’attuale regione di appartenenza; alla virgola viene fatta seguire l’altra versione contrassegnata da una sigla identificativa fra parentesi. Quando le grafie delle varie parlate sono identiche, dopo la virgola viene riportata la sola sigla della minoranza linguistica fra parentesi.
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Veneto
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Valle d'Aosta
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Trentino
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Piemonte
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Liguria
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Lombardia
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città dell'Emilia-Romagna
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Friuli
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città: Altre Comunità
Toponomastica Padana - Norme per la Grafia Padana Unitaria, Antonio Verna Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Veneto
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| Spedij de Amministratur ul Domenica, 02 ottobre @ 02:58:18 CEST (1710 letür) |
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Speciaj: Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Lombardia (3): Pavia e Sondrio |
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Di seguito vengono riportati i nomi di tutti i Comuni (centri che sono sede comunale) della Padania, elencati in ordine alfabetico per provincia. Le province sono a loro volta elencate in ordine alfabetico per regione. La successione delle regioni è la seguente: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Sud Tirolo, Friuli, Emilia, Romagna, Altre comunità padane.
Per facilità di consultazione, sono state mantenute le suddivisioni amministrative della repubblica italiana. I Comuni padani non appartenenti alle attuali regioni settentrionali sono elencati in coda, suddivisi per province.
L’ordine alfabetico è dato sulla versione italiana del nome riportata sulla prima colonna; nella seconda colonna viene indicato il nome locale in corsivo. Ove esistano due o più comunità linguistiche o dove sussista la memoria storica di una denominazione recente in altra lingua, vengono riportate le diverse versioni toponomastiche.
In questi casi viene riportata per prima quella riferita alla lingua “principale” dell’attuale regione di appartenenza; alla virgola viene fatta seguire l’altra versione contrassegnata da una sigla identificativa fra parentesi. Quando le grafie delle varie parlate sono identiche, dopo la virgola viene riportata la sola sigla della minoranza linguistica fra parentesi.
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Veneto
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Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Liguria
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Lombardia
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città dell'Emilia-Romagna
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Friuli
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città: Altre Comunità
Toponomastica Padana - Norme per la Grafia Padana Unitaria, Antonio Verna Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Veneto
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| Spedij de Amministratur ul Domenica, 02 ottobre @ 02:54:49 CEST (733 letür) |
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Speciaj: Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città della Lombardia (2) |
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Il lavoro di collezione e di revisione è stato effettuato da Antonio Verna, con la collaborazione di Camillo Arquati, Alfredo Croci e Gilberto Oneto. La raccolta e verifica dei toponimi locali è stata svolta da un numeroso gruppo di appassionati che vengono di seguito citati e ringraziati: Joseph Henriet (Aosta), Paolo Linty (Walser), Roberto Arnolfo, Michela Grosso e Raffaele Panza (Piemonte), Arturo Genre e Ettore Micol (Franco-provenzali), il periodico Ousitanio Vivo (Occitani), Pierleone Massaioli (Brigaschi), Flavio Grisolia e Carlo Stagnaro (Liguria), Andrea Mascetti e Enrico Pozzi (Varese), Celestino Pedrazzini (Como), Sergio Franceschi (Lecco), Raffaella Negri, Pietro Pizzini e Corrado Vega (Sondrio), Alfredo Croci, Pier Luigi Crola, Elena Erri e Enrico Pozzi (Milano), Alberto Rivolta (Brianza), Flavio Arensi (Lodi), Archimede Bontempi e Rosanna Ferrazza (Pavia), Daniele Belotti e Umberto Zanetti (Bergamo), Corrado Della Torre (Brescia), Alfons Benedikter e Eva Klotz (Tirolo), Istitut Cultural Ladin “Micurà de Rü” (Ladini), Ettore Beggiato, Mauro Dall’Amico, Aldo Rozzi Marin e Giuseppe Segato (Veneto), Mauro Dall’Amico e Carlo Nordera (Cimbri), Alessandro D’Osualdo e Federico Simeoni (Friuli), e Giacomo Giovannini e Alessio Vezzani (Emilia e Romagna).
Di seguito vengono riportati i nomi di tutti i Comuni (centri che sono sede comunale) della Padania, elencati in ordine alfabetico per provincia. Le province sono a loro volta elencate in ordine alfabetico per regione. La successione delle regioni è la seguente: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino, Sud Tirolo, Friuli, Emilia, Romagna, Altre comunità padane.
Per facilità di consultazione, sono state mantenute le suddivisioni amministrative della repubblica italiana. I Comuni padani non appartenenti alle attuali regioni settentrionali sono elencati in coda, suddivisi per province.
L’ordine alfabetico è dato sulla versione italiana del nome riportata sulla prima colonna; nella seconda colonna viene indicato il nome locale in corsivo. Ove esistano due o più comunità linguistiche o dove sussista la memoria storica di una denominazione recente in altra lingua, vengono riportate le diverse versioni toponomastiche.
In questi casi viene riportata per prima quella riferita alla lingua “principale” dell’attuale regione di appartenenza; alla virgola viene fatta seguire l’altra versione contrassegnata da una sigla identificativa fra parentesi. Quando le grafie delle varie parlate sono identiche, dopo la virgola viene riportata la sola sigla della minoranza linguistica fra parentesi.
Toponomastica Padana - I veri nomi dei paesi e città del Veneto
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| Spedij de Amministratur ul Domenica, 02 ottobre @ 02:53:17 CEST (672 letür) |
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Speciaj: Toponomastica Padana - Norme utilizzate per una grafia Padana Unificata |
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Repertorio Toponomastico
Questo lavoro riguarda la ricerca della corretta pronuncia dei nomi di tutti i capoluoghi di Comune delle regioni padano-alpine. Esso riprende e continua un lavoro di elencazione già effettuato in passato e pubblicato sul numero 13 dei Quaderni Padani: quella versione è stata migliorata, ampliata e parzialmente corretta da un minuzioso lavoro di ricerca e di verifica. Tutti i toponimi vengono riportati sia in grafia “unificata” che nelle grafie locali consolidate, ove queste esistono. Si troveranno perciò sempre: Una colonna col toponimo ITALIANO. Una colonna con il toponimo “unificato” o PADANO. In aggiunta, in alcune provincie si troveranno in aggiunta o in alternativa: Una colonna col toponimo in grafia locale consolidata di una lingua padana: è il caso del PIEMONTESE, del LIGURE, del MILANESE, del BERGAMASCO e del VENETO. In quest’ultimo caso la grafia coincide con quella unificata, e si troverà perciò anche (PADANO). Una colonna con grafia di lingua locale maggioritaria diversa dal Padano: TIROLESE e FRIULANO. Una colonna indicata con ALTRO, nella quale sono indicati i toponimi in lingua locale diversa da una di quelle fino a qui elencate e identificate da una sigla specifica. Si tratta di lingue minoritarie occitane, slovene, germaniche, eccetera. La sola eccezione è costituita dal Ligure parlato al di fuori dei confini amministrativi regionali. AR = Arpitano BR = Brigasco CA = Carinziano CI = Cimbro FP = Franco-provenzale LA = Ladino LI = Ligure MO = Mocheno OC = Occitano SB = Slambrot SL = Sloveno TI = Tirolese WA = Walser Il Franco-Provenzale e l’Arpitano (o Graiano) sono in realtà la stessa cosa: con la prima denominazione si intende la parlata delle valli torinesi e con la seconda quella della Valle d’Aosta. Sono stati tenuti separati solo per rispettarne le diverse grafìe che si sono consolidate nel tempo. Lo stesso vale per analoghe ragioni per il Cimbro e il Mocheno, che hanno radici comuni, e per lo Slambrot che è la loro variante estinta. Le varianti toponomastiche sono strettamente legate all’impiego delle lingue locali. Nella provincia di Bolzano è dominante il Tirolese (con l’eccezione di Bolzano e di altri 4 comuni, dove l’Italiano è dominante, e dei comuni ladini) e altre isole di lingua germanica si trovano nelle provincie di Aosta, Vercelli e Verbania (Walser)(1), Verona e Vicenza (Cimbri)(2), Trento (Mochèni)(3) e Udine (Carinziani)(4). Si tratta di quel che resta della contrazione di aree ben più vaste dove si parlavano lingue alemanniche o germaniche. In particolare, il Mochèno (ora ridotto all’alta Val Fersina) era parlato anche in Val Piné e in alta Val Sugana; il Tirolese nella Val d’Adige fino a Lavis, lo Slapper o Slambrot nelle Valli di Leno e in Vallarsa (fino alle porte di Trento dove era probabilmente diffuso fino al 1300) e il Cimbro nella trentina Val Ronchi e in gran parte delle porzioni collinari delle provincie di Verona (Bern) e di Vicenza (Cimbria, fino al XIV secolo). Lo Sloveno è parlato nelle provincie di Udine e Gorizia (la cosiddetta Slavia Veneta, Benecia, o Beneska Slovenija) e nella città di Trieste (5). Una piccolissima ma significativa comunità di lingua Armena si trova da secoli nell'Isola di San Lazzaro, nella laguna veneziana. In provincia di Aosta e nelle valli settentrionali di quella di Torino si parla anche l'Arpitano (o Franco-Provenzale, o Patois)(6), nelle valli meridionali della provincia di Torino e in quelle di Cuneo si parla Occitano (7). Appena più sotto si trova la piccola comunità che parla il Brigasco, una variante del Provenzale (8). Si tratta di parlate che erano probabilmente molto più estese nel passato fino a interessare gran parte del Piemonte collinare. In alcune valli orientali delle provincie di Trento e di Bolzano, nell'Ampezzo, nel Livinallongo e nella porzione settentrionale della provincia di Belluno si parla il Ladino (o Romancio orientale) (9). Anche in questo caso si tratta dei residui di aree ben più vaste che interessavano le Valli di Sole e di Non, nel Trentino occidentale, e le Valli di Fiemme e Cembra in quello orientale. Nella restante parte della Regione Venet | | | | | | | |