| L'Italia non e fatta soltanto di un nome e di alcuni territori (spesso diversi) chiamati (in epoche diverse) con questo stesso nome: è fatta anche (soprattutto) di uomini che si sono succeduti per un numero enorme di generazioni sul complesso di questi territori. L'Italia-regione convenzionale è, infatti, abitata da almeno un milione d'anni: come altrove, all'Homo erectus vi è succeduto l'homo sapiens Neandertalensis e infine (35.000 anni fa) l'homo sapiens sapiens soltanto a partire da 5000 anni fa. La lettura congiunta dei dati archeologici, genetici e linguistici ci permette però di individuare chi ne fossero gli abitanti. Possiamo così dedurre agevolmente che nessun gruppo della popolazione di allora è specifico dell'Italia-regione.
Gli abitanti più antichi di cui possiamo parlare appartenevano, anche linguisticamente, al vasto mondo "mediterraneo": l'insediamento dei (paleo)liguri andava dalla odierna Toscana nord-occidentale al Rodano e interessava la Corsica; quello dei reti (comprensivo degli euganei), dal Po (e addirittura, se vi si comprendono i nord-piceni, dall'Estro) fino al lago di Costanza. Altri popoli, come gli etruschi (o magari i loro antenati tirreni), caratterizzavano invece soltanto limitate porzioni della penisola oppure, come i (proto)sardi e i sicari (con gli etimi), le due isole maggiori. Chi troppo e chi troppo poco, dunque. Agli autoctoni si sovrapposero, a partire dalla fine del terzo millennio a. C., popoli che parlavano lingue indeuropee e venivano dall'Europa centrale: è la mitica "discesa degli ariani.Tra costoro si annoverano i latini e, tra i latini, i romani, destinati a conquistare e a "romanizzare" tutta l'Italia-regione convenzionale (e assai di più). Dai romani sarebbero poi
direttamente scaturiti, com'è stato sostenuto senza palesi rossori, gli italiani: ecco un altro indizio ostentato dai padri della patria quale prova dell'antica unità e dell'identità profonda della "stirpe". Ma è un indizio fasullo.
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