|
La nuova legge elettorale riporta a galla la questione delle minoranze linguistiche. Grande interessamento del Presidente Ciampi, sia per le minoranze in Italia, sia per le minoranze italiane all'estero. Soddisfazione da entrambe le parti, con qualche riserva
Roma - L'aula della Camera ha approvato la legge elettorale. I sì sono stati 323, sei i no, sei gli astenuti. Il testo può ora passare al Senato. I deputati dell'Unione sono rimasti in aula ma non hanno votato: hanno tenuto in mano le schede per la votazione sventolandole in alto.
Dal polverone sollevato dall'evento, emerge con prepotenza la questione delle minoranze linguistiche. La nuova legge prevede la tutela di tutte le minoranze, coalizzate o meno. Nelle Regioni a statuto speciale potranno accedere al riparto dei seggi superando la soglia del 20%.
Sulla legge in generale, il Presidente della Repubblica italiano, Carlo Azeglio Ciampi ha preferito non commentare. Ma durante la sua visita in Croazia per partecipare al vertice dei capi di stato dell'Europa centrale, con riferimento alle norme legislative della Croazia, che negli anni scorsi hanno sollevato problemi riguardo alla rappresentanza della minoranza italiana nel Parlamento di Zagabria, il Presidente della Repubblica ha detto che si sono fatti grandi passi avanti e ha dichiarato che ''la presenza delle minoranze in Parlamento è uno dei fatti più importanti che predico per tutta l'Europa. A questo ci tengo''.
Il Presidente ha poi aggiunto: "Ho incontrato l' on. Radin, col quale mi vedo periodicamente. Mi ha confermato che e' sostanzialmente soddisfatto per il modo in cui e' stata risoltala questione della rappresentanza della minoranza italiana nel Parlamento croato, anche se ci sono ancora progressi da fare riguardo al riconoscimento di questa presenza''.
Furio Radin è il rappresentante della minoranza linguistica italiana al Parlamento croato. E' lui a confermare: "Siamo soddisfatti dello spazio che ci è stato concesso: dal 1992 abbiamo un seggio che ci rappresenta in Parlamento. Abbiamo poi un accordo con il premier Sanader che ci garantisce tutta una serie di diritti, riassumibili in 3 leggi: una legge costituzionale che garantisce i diritti ministeriali e due leggi relative alla lingua . La prima per l'insegnamento in lingua italiana, la seconda per l'uso ufficiale della lingua stessa".
La soddisfazione di Radin ha però qualche riserva. "Ci sono forze politiche in Croazia che spingono affinché la legge che ci tutela cada – aggiunge l'onorevole -. E' poi importante che il riconoscimento della lingua italiana non avvenga solo nella cosiddetta 'Zona B' ma venga estesa a tutto il territorio".
Ma in Croazia Ciampi ha anche sottolineato come "i Paesi che aspirano a divenire membri dell'Ue devono far corrispondere a queste loro aspirazioni scelte concrete basate su una piena e convinta adesione agli ideali di convivenza, riconciliazione e dialogo. Nel quadro dei valori europei fondati sulla democrazia e sullo stato di diritto anche la protezione delle minoranze trova la sua migliore tutela, come fattore di arricchimento reciproco e di crescita".
La dichiarazione del Presidente è un non troppo velato riferimento a due problemi che Italia e Croazia si trascinano dietro da troppo tempo: il divieto di acquisto di immobili in Croazia da parte di italiani e il rimborso degli esuli.
"Se appoggiamo – continua Radin -, ove possibile, il discorso degli esuli, c'è da dire che il problema degli immobili, come minoranza, ci tocca solo in parte. Infatti la minoranza italiana ha la doppia cittadinanza, e il divieto non la comprende. E' un problema prettamente degli italiani, ai quali, però, diamo tutta la nostra solidarietà".
E' evidente, però, come le parole di Ciampi non siano riconducibili esclusivamente alle minoranze italiane all'estero. La sorte delle minoranze linguistiche in Italia, seguendo il criterio delle 'soglie di sbarramento', sarebbe stata segnata.Nella sua recente trasferta ad Aosta, Ciampi ha colto un diffuso malcontento. Ma le minoranze etniche sono tutelate dal sesto dei dodici articoli che elencano i principi fondamentali della Costituzione: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche ".
E il Presidente non se ne è stato con le mani in mano. Il risultato finale, tutto sommato accettabile, si è raggiunto grazie a una serie di battaglie combattute a suon di emendamenti dal Gruppo Misto italiano per le minoranze linguistiche, con il favore e il benestare di Ciampi.
I rappresentanti del Gruppo Misto, quasi all'unanimità, si dicono soddisfatti. "Dobbiamo ringraziare l'interessamento del Presidente Ciampi. Il Gruppo Misto è espressione di realtà molto diversificate – afferma Ivo Collé, deputato del Gruppo Misto -, ma parlando come valdostano, tenendo conto del testo definitivo della legge, posso dirmi soddisfatto. In realtà la situazione non cambia: avremo sempre un deputato e un senatore in collegio uninominale maggioritario".
C'è però una nota stonata. "Se i 3 rappresentanti del Sudtirol sono sostanzialmente d'accordo con me – continua Collé, l'on. Detomas, rappresentante della minoranza ladina, è tuttaltro che soddisfatto. Infatti, date le piccole dimensioni della comunità che rappresenta, sarà difficile raggiungere la soglia del 20%, col pericolo di soccombere in Parlamento".
Per ottenere un degno riconoscimento, i rappresentanti delle minoranze linguistiche in Italia non hanno guardato in casa d'altri. "Le nostre proposte non si ispirano a un modello – conclude Radin -, abbiamo fatto riferimento solo alla nostra storia, alle battaglie portate avanti fino ad oggi. Con successo, pare".
Funt: http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=265&info=122271
Spedij'l Venerdì, 14 ottobre @ 21:26:41 CEST de Amministratur
|