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L'autonomismo è al crepuscolo e il federalismo è sorpassato dagli eventi. Le parole d'ordine che hanno segnato lo scenario politico del Nordest in quest'ultimo decennio cominciano a mostrare tutto il logorio del tempo. Scalzate dai nuovi paesaggi della storia, stanno per mostrare la debolezza della loro vecchiaia.
A dirlo è Paolo Feltrin, uno dei politologi veneti più attenti. Trevigiano, professore di Scienza dell'amministrazione all'università di Trieste, membro della Commissione per la definizione dei collegi elettorali nominata dai Presidenti di Camera e Senato, Feltrin ha inaugurato il programma di incontri 2005-2006 della Scuola di Formazione all'Impegno sociale e politico della diocesi di Venezia. Inaugurazione doppia, in effetti, visto che il centinaio di presenti hanno affollato la nuovissima sala convegni dell'altrettanto nuovo Centro pastorale Cardinal Urbani, nella restaurata villa Visinoni di Zelarino. In questo clima di novità, nuova è anche la prospettiva che - secondo Feltrin - si sta aprendo per il Veneto.
Un’unica distesa metropolitana. Il Veneto è stato la patria dell'autonomismo. Il suo policentrismo, ma soprattutto l'attaccamento al lavoro dei veneti e l'esperienza della piccola impresa - alcuni degli elementi di fondo del Nordest, che hanno fatto avvertire maggiormente il distacco e il fastidio rispetto ai luoghi centrali della politica (Roma) e dell'economia (Milano e Torino) - si stanno radicalmente trasformando. La regione dei mille campanili è un po' per volta divenuta un'unica, immensa distesa metropolitana. Almeno la fascia centrale, da Portogruaro a Verona, si salda in un'unica, brulicante distesa di centri abitati, luoghi produttivi, strade e ferrovie. Il Veneto centrale è una delle aree più densamente abitate del mondo. E la piccola impresa, dopo il boom, è ora in difficoltà, attaccata dal basso costo del lavoro asiatico e dalla fatica congenita nel produrre novità per il mercato.
Nel globale l’autonomia locale non conta. La società globale incalza, i mercati si allargano, la delocalizzazione è uno dei segnali che i confini stanno stretti. Il senso di autosufficienza economica e la voglia di autosufficienza politica cominciano a vacillare di fronte ai nuovi scenari del lavoro e del mercato. Ce n'è abbastanza - secondo Feltrin, per dire che, in Veneto, siamo al crepuscolo di una stagione: «Il policentrismo di questa regione - riassume il politologo - è finito. Nella sfida globale la dimensione locale non conta più niente. Lo stesso federalismo è ormai sorpassato dagli eventi». E tanto più quello "fondamentalista": «Non è la libera Repubbolica veneta a dare una risposta alle questioni dell'oggi. Le sfide dell'oggi rendono ridicoli i municipalismi e impongono di ragionare in termini sovramunicipali e sovralocali». Ce n'è abbastanza per ridisegnare le prospettive politiche e sociali del Veneto.
Funt: Gente Veneta , no.37 del 2005 - Autur: Giorgio Malavasi
Spedij'l Domenica, 09 ottobre @ 03:09:01 CEST de Amministratur
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