| Nuove scoperte nell'antica città etrusca nei pressi di Marzabotto. Un piccolo frammento documenta il vero nome dell'insediamento chiamato erroneamente Misa. Ritrovato anche un tempio. Si chiama "La Nuova", nonostante risalga a 500 anni prima di Cristo. Fra le nuove scoperte fatte a Marzabotto negli scavi dell'insediamento etrusco, anche un piccolo frammento che documenta il nome dell'antica città, chiamata Misa da moltissimi anni ma, evidentemente, sbagliando.
"La città si chiama Kainuati- spiega Giuseppe Sassatelli, direttore degli scavi e preside della facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna- ovvero 'La nuova'", dal momento che Kainua "la trascrizione etrusca del termine kaineon", che significa appunto nuovo.
"Abbiamo capito che si trattava del nome della città- prosegue Sassatelli- perché il nome contiene la particella 'ti' che in lingua etrusca indica il locativo". Insieme al nome, l'equipe di studenti e dottorandi in Archeologia del professor Sassatelli ha riportato anche alla luce "un grande tempio, di 25 metri per lato, con colonne. Si tratta- afferma Sassatelli- di architettura avanzata, di ispirazione greca, risalente al 500 avanti Cristo".
Il tempio è dedicato al dio Tinia, la massima divinità per gli etruschi, corrispondente a Zeus per i greci. "Significa che il culto principale stava in città, in mezzo alla gente- sottolinea Sassatelli- attorno al quale probabilmente aveva sede la piazza principale, l'agorà. Il che ci porta a chiedere a che cosa servisse l'acropoli sopra la città". Gli scavi potranno essere visitati gratuitamente sia sabato 24, con due visite alle 10 e alle 16, sia domenica 25 (alle 10).
Ai nuovi ritrovamenti nella città etrusca di Marzabotto sarà dedicata una conferenza, giovedì alle 18, nell'aula Prodi di via S.Giovanni in Monte, nella quale il professor Sassatelli presenterà le "numerose novità" dopo quattro anni di scavi e l'apertura della nuova sezione bolognese dell'Istituto di studi etruschi e italici. Si tratta della "sezione dell'Etruria padana e dell'Italia settentrionale", che avrà sede nel dipartimento di Archeologia dell'università di Bologna.
La nostra città, precisa Sassatelli, "è stata una capitale etrusca tra il nono e il terzo secolo avanti Cristo, al centro del grande e fertilissimo territorio padano". E' proprio grazie agli etruschi che inizia la vocazione di Bologna ad essere importante centro agricolo e snodo fondamentale tra il Mediterraneo e l'Europa. "Nelle nostre campagne si praticava una coltivazione agricola avanzatissima- ricorda Sassatelli- a maggese", ovvero alternando le coltivazioni di grano ed erba medica, tecnica che si utilizza ancora oggi.Gli scavi a Marzabotto sono sostenuti dalla Fondazione Carisbo, che oggi, per bocca del suo presidente Fabio Roversi-Monaco, ha rinnovato la volontà di sostenere l'attività anche in futuro. "Bisogna che i lavori si sviluppino con la dovuta rapidita'", afferma però Roversi Monaco, secondo il quale gli scavi etruschi si possono inserire in un "percorso, dalla Chiusa di Casalecchio fino a Marzabotto, di valorizzazione della Valle del Reno, che passi attraverso le varie civiltà, dai celti agli etruschi ai romani, che si sono insediati in questa nostra vallata così ricca di storia".
Funt: Il Resto del Carlino
Spedij'l Mercoledì, 21 giugno @ 04:04:55 CEST de Amministratur
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