| Un volta c'erano i giochi senza frontiere.
Fino ad oggi, invece, l'unica cosa che realmente poteva muoversi liberamente, senza vincoli e barriere, senza ostacoli ne frontiere, erano i capitali. Il denaro, smaterializzato, corre ancora veloce e silenzioso lungo la ragnatela telematica che rende il mondo un villaggio globale.
Ma l'avvento di Internet, la sua diffusione, la facilità di accesso alle risorse e possibilità che offre hanno reso possibili altri e più complessi scenari.
La circolazione del sapere, ad esempio.
Un sapere che nasce dal basso, non imposto dall'alto, che si forgia e progredisce come somma delle conoscenze e del saper fare di molti, fruibile da tutti, senza vincoli nè costi.
Il sapere e il lavoro intellettuale di molti al servizio di tutti e non solamente dei conti correnti di pochi, noti, monopolisti.
Il progetto Wiki
Forse nasce da considerazioni di questo tipo il progetto Wiki.
Molte sono le forme in cui si esprime: dizionario, antologia di citazioni, enciclopedia e altre raccolte di materiali multimediali liberamente consultabili e incrementabili.
Per tutti il prefisso "wiki", parola hawaiana che significa "veloce".
It.wikipedia.org
Enciclopedia web di libera consultazione, ipertestuale e corredata di immagini. Immediata e diretta, ma, soprattutto, guidata dalla filosofia GNU: tutti i materiali sono protetti dalla licenza GNU, quindi è possibile utilizzarli, diffonderli e distribuirli avendo cura di rispettare i pochi obblighi che la licenza impone (" ... che ogni copia del materiale, anche se modificata, deve essere distribuita con la stessa licenza. Tali copie possono essere vendute e, se riprodotte in gran quantità, devono essere rese disponibili anche in un formato che faciliti successive modifiche").
Arrivati sul sito, ci si trova nella pagina principale, in cui è possibile consultare le FAQ che illustrano il progetto, registrarsi (se si vuole), navigare attraverso un indice tematico o iniziare una ricerca utilizzando l'apposita finestra. Una volta letti i contenuti relativi a quanto cercato, potremmo anche decidere che il testo non è così chiaro e comprensibile, o ha bisogno di essere integrato. Il bello è che su wikipedia si può fare, perchè no, anche senza essere registrati. Questa è la forza (e per alcuni il limite) del sito: la possibilità data a tutti di contribuire alla crescita del progetto, che diviene la somma di singole conoscenze individuali, un "organismo vivente in continua e rapida crescita, che si configura come il frutto di un'intelligenza collettiva" (come si può leggere sul Corriere di domenica 27).
E' facile intuire la vulnerabilità dell'insieme: chiunque, per i più disparati fini o i più abbietti motivi, potrebbe inserire verità parallele o autentiche fandonie.
Perchè darsi il tempo e la pena di farlo? "Cui prodest?" (una citazione latina non bisogna mai farsela mancare, anche se non si è un affermato semiologo). E' quanto si chiedono in uno dei forum ospitati da wikipedia (bar tematici, si chiamano, e si discute dei più diversi argomenti, di come migliorare wikipedia o altro) i più assidui collaboratori del sito. Se avessero frequentato Ciao.com per un po' di tempo, non si sarebbero neppure posti la domanda. In ogni caso esistono le contromisure: i nuovi contenuti vengono vagliati dai collaboratori con poteri di "amministratore", che possono decidere di eliminarli o modificarli (di solito interpellando preventivamente l'autore, se iscritto) e per ogni voce è possibile vedere, tramite l'apposito tasto, la cronologia delle modifiche: in ogni momento è possibile tornare alla versione precedente, che rimane memorizzata.
Il tallone d'Achille.
Non conoscevo questo sito prima di apprenderne l'esistenza dalle pagine culturali del Corriere della Sera. L'articolo prende spunto, a sua volta, da un fondo comparso su "La Civiltà Cattolica" che riflette sulle potenzialità e i limiti del progetto. Probabilmente il giornalista del Corriere è uno dei pochi ad aver realmente letto l'articolo, mentre altri colleghi che se ne sono occupati sembrano averlo fatto accontentandosi del riassunto, consultabile sul sito dei Gesuiti.
Quali sono, per la rivista dei gesuiti, i limiti del progetto? "Esso è alimentato da un'utopia: la democrazia assoluta del sapere e una collaborazione di molte intelligenze capace di dar vita a una sorta di 'intelligenza collettiva'. Questa utopia ha nell'inaffidabilità e nel relativismo il suo tallone d'Achille". Biisognerebbe leggere l'articolo prima di parlarne, però non può non balzare all'occhio il richiamo al "relativismo", che parebbe essere la fonte di tutti i mali. La discussione sul relativismo sarebbe troppo lunga da affrontare, però vale la pena di dire qualcosa sull'inaffidabilità. Ultimamente le "fonti autorevoli" così come le autorità civili, capi delle grandi nazioni compresi, non hanno certo brillato per affidabilità (una per tutte quelle "famose" armi di distruzione che apparivano e sparivano come la luna piena). La preoccupazione dei gesuiti nasce da considerazioni condivisibili, evangeliche direi: tu puoi anche sforzarti di coltivare un bel campo di grano, ma ci sarà sempre qualcuno pronto a seminarci zizzania. Detto questo però, spiace dover rimarcare che l'inaffidabilità, oggi, pare trasversale e ubiqua e se a dequalificare il sapere veicolato da wikipedia ci si guadagna poco, lo stesso non si può dire per altre manipolazioni delle informazioni.
Un minimo di cautela verso i contenuti è comunque necessaria, perchè qualche "impurità" può sempre sfuggire al controllo.
Forse il vero rischio è che il sapere diffuso si trasformi in un sapere soffuso. Funt: www.ciao.it
Spedij'l Mercoledì, 19 ottobre @ 11:33:07 CEST de Amministratur
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